top of page

“Dottore da cosa è causata questa mia instabilità? L’INSTABILITÁ POSTURALE-PERCETTIVA PERSISTENTE (


La Dizziness (termine che in italiano potremmo tradurre come un vago “senso di instabilitá”) è un sintomo di riscontro comune in ambito neurologico ma soprattutto otoneurologico e sicuramente riconosce molte cause differenti.

Esistono e sono state codificate infatti molte patologie differenti che fanno dell’instabilitá uno dei cardini sintomatologici.

Basti pensare all’ emicrania oppure alla cefalea ,ai problemi dell’orecchio interno più comunemente definiti come disturbi vestibolari e tra essi il più comune quale la vertigine posizionale parossistica altrimenti definita con l’acronimo BPPV fino alla più rara labirintite. Ma la dizziness può essere considerata anche come un banale e comune effetto collaterale che fa seguito all’assunzione di alcuni farmaci.

La Dizziness (instabilitá) che si verifica come parte di un disturbo funzionale è anche relativamente comune, fino al 20% dei pazienti, studiati oppure osservati in una clinica specialistica che si occupi di disturbi dell’equilibrio.

Quando l’instabilitá (dizziness) si verifica come un disturbo funzionale è definita come

  • “Instabilitá posturale-percettiva persistente” (PPPD) o instabilitá soggettiva cronica.

Altri nomi per definire l’instabilitá - dizziness sono: Visual Vertigo (la cosiddetta vertigine visiva), Phobic Postural Vertigo (vertigine posturale fobica), Funtional Dizziness (instabilitá funzionale) o Space and Motion Discomfort (Disagio tipicamente accusato nel movimento oppure nello spazio).

La PPPD è stata recentemente definita dalla World Health Organisation , l’Organizzazione Mondiale della Salute come una sorta di “Instabilitá persistente non-vertiginosa che però deve avere una durata temporale di almeno tre mesi o piú”.

I sintomi dunque durano per molti giorni, spesso aumentano durante il giorno con il passare delle ore, ma possono in altri casi avere un andamento bizzarro e dunque temporalmente possono sia aumentare che diminuire.

L’acme sintomatologico è di solito momentaneo e può verificarsi improvvisamente o con movimenti non prevedibili.

Le persone colpite si sentono peggio quando si trovano in posizione eretta, esposte a movimenti o a complessi stimoli visivi (immaginare il muoversi in un centro commerciale, per esempio) oppure durante movimenti attivi o passivi della testa.

Queste situazioni tuttavia potrebbero non essere determinanti o provocare il sintomo in modo equivalente.

Tipicamente, i disturbi che insorgono in questi contesti vengono di solito seguiti da eventi acuti o episodi vestibolari o problemi relativi all’equilibrio.

I sintomi possono iniziare in modo dunque di tipo intermittente, e poi consolidarsi con il passare dei giorni o dei mesi – anni addirittura”

Prima di addentrarci nella descrizione della sindrome riporto brevemente la storia tipica di una giovane, donna, paziente diagnosticata come essere affetta da PPPD . Tale storia clinica è assolutamente significativa ed è comune a molti pazienti affetti da tale entità nosologica.

Elisa è una donna di 35 aa. si presenta alla nostra osservazione con una storia clinica di instabilità persistente da due anni circa .

Ha riferito in un contesto anamnestico difficile di una patologia iniziale dove “…. tutto girava , la vertigine… insomma…. “ . Ella riferiva di essersi sentita davvero male e di non essere riuscita per una settimana intera ad uscire di casa ma soprattutto per una settimana intera riusciva a malapena ad alzarsi dal letto.

Lo specialista (otoneurologo) consultato all’epoca aveva diagnosticato una neurite virale del nervo dell’equilibrio, l’ottavo paio di nervi cranici .

La Neurite vestibolare è largamente riconosciuta essere un’infezione virale dell’orecchio interno e determina oltre alla drammatica (per il paziente) sintomatologia vertiginosa , dei sintomi neurovegetativi , quali nausea e vomito . Dopo un periodo iniziale alla vertigine si sostituisce un corteo sintomatologico che determina instabilità e solitamente tale corteo sindromico si risolve in una o due settimane.

Elisa ha riferito ovviamente proprio questo, dapprima la vertigine che si è sostituita con una sensazione di instabilità non specifica che trovava davvero difficile da descrivere alle persone che vivono con lei durante la giornata , quali i suoi congiunti o i suoi colleghi di lavoro.

“Questa sensazione è qualcosa di più della sensazione rotatoria” dice sconfortata.

Lei riferisce altresì di sentirsi con “la testa leggera”, come se stesse perennemente oscillando e come di avere una sensazione di movimento perenne presente principalmente quando sta in piedi oppure quando cammina. Tuttavia riferisce di sperimentare queste sensazioni anche quando si mette a letto la sera oppure anche se si sveglia durante la notte.

Riferisce che non sempre, ma ogni tanto, lei si sente distanziata dal mondo circostante , come se stesse galleggiando nell’ambiente e che le persone che la circondano le sembravano lontane. Queste sensazioni le trova spaventose.

Elisa riferisce anche di essere diventata estremamente sensibile al movimento degli oggetti nel suo ambiente quando lei resta immobile.

Elisa racconta anche di patire molta difficoltà ad usare il computer o a stare in ambienti affollati come i supermercati. Lei ha sperimentato e ritiene di essere estremamente spaventata dal rischio di cadere a terra. “Io in verità non sono mai caduta ma ritengo di essere a forte rischio di cadere improvvisamente, in buona sostanza dottore , non mi sento più sicura”.

Il pensiero di sentirsi insicura nell’incedere ed il timore di cadere l’ha resa ansiosa e cosi lei tende ad evitare i posti affollati e rinuncia ad uscire fuori da ambienti familiari il più possibile.

Elisa con il tempo ha scoperto che l’instabilità ha preso il sopravvento sulla sua vita di relazione. Inizialmente era ansiosa su quali potessero essere le possibili cause e ha cercato da sola le possibili cause guardando su internet. Lei poi l’ha riferito allo specialista di fiducia che ha effettuato dettagliati test sull’equilibrio e le ha consigliato un indagine neuroradiologica. Elisa dunque si sottopone ad RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) che era risultata negativa per patologie del parenchima cerebrale.

Questo la rassicurò non poco e le parve , riferisce, che i suoi sintomi fossero scomparsi. Ma anche quando le parve di essere tornata ad essere più sicura e che non fosse un problema di natura maligna , trovò molto difficile fronteggiare nuovamente la comparsa dei sintomi. Lei a questo punto racconta del riaffacciarsi di sintomi di fatica e soprattutto riferisce che comparve la poca concentrazione e di aver avuto necessità di assentarsi e soprattutto di prendersi molti periodi di riposo dal lavoro. Il tutto era aggravato da regolare emicrania durante questa sua instabilità che spesso peggiorava. Elisa riferiva di non aver sofferto di emicrania se non in modo occasionale.

“Sentivo che la mie capacità intellettive erano finite”.

“Dottore da cosa è causata questa mia instabilità? perché nessuno mi riesci a dire cosa non va ma soprattutto come posso stare meglio?”

bottom of page